La Fiorentina ormai è fuori dalla Champions League: la partita con la Steaua servirà solo a stabilire quale delle due squadre andrà in coppa UEFA. Per raggiungere l’obiettivo minimo ci vorrà almeno un pareggio, risultato per nulla scontato visto che ai rumeni serve una vittoria per non uscire dalle coppe europee.
La partita non sarà trasmessa dalla RAI. Oltre a Sky e Mediaset Premium, sarà possibile seguire la diretta in streaming via Internet.
L’esordio al Franchi per la Fiorentina in Champions League coincide con la prima di Mutu contro una squadra rumena: lo Steaua Bucarest è una vecchia gloria del calcio europeo, già vincitrice della Coppa dei Campioni negli anni 80. Oggi è una formazione molto meno temibile, tranquillamente alla portata dei ragazzi di Prandelli, che hanno già rischiato il colpaccio in casa del Lione.
La partita non verrà trasmessa in chiaro nè per via terrestre nè sul satellite, neanche da parte di canali stranieri. Oltre ad abbonarsi a Sky o a Mediaset Premium, l’unica possibilità per seguire la diretta sarà Internet: alcuni canali trasmettereanno in diretta streaming la gara di Firenze.
Si sono appena conclusi i sorteggi per il terzo preliminare di Champions League. Alla Juventus toccherà la vincente fra Tampere United e Artmedia: una sfida in ogni caso semplice, l’unico vero ostacolo sarà lo stato di forma della squadra di Ranieri, ancora in fase di preparazione precampionato. Partita un po’ più difficile per la Fiorentina, che affronterà i cechi dello Slavia Praga.
La fine degli anni ‘80 vede l’ascesa di una delle squadre più forti che si siano viste giocare in Coppa dei Campioni: il Milan di Arrigo Sacchi, guidato in campo dai tre olandesi Gullit, Van Basten e Rijkaard.
L’allenatore di Fusignano arrivò al Milan nell’estate del 1986, portando con sè le sue teorie tattiche e un gioco spettacolare ed efficace. Ci volle un po’ di tempo perchè i giocatori capissero i suoi schemi, ma quando la squadra iniziò a ingranare giocava a memoria, giocando, in quegli anni, il calcio più bello del mondo. Oltre ai tre olandesi, l’ossatura della squadra era composta da elementi di tutto rispetto: Maldini, Baresi, Ancelotti e Donadoni, tra gli altri, completavano una formazione di altissimo livello.
Dopo aver vinto lo scudetto nel 1988, il Milan si presenta in Coppa dei Campioni vincendo facile con i bulgari del Vitosha Sofia. Già al secondo turno, però, arrivano le prime difficoltà: la Stella Rossa viene superata solo ai calci di rigore, dopo che la partita di Belgrado fu sospesa sul risultato di 1-0 per gli jugoslavi e ripetuta, terminando 1-1. Passata la paura, il Milan batte prima i tedeschi del Werder Brema e poi gli spagnoli del Real Madrid, a cui impartisce una severa lezione di calcio nel ritorno a S.Siro, con un secco 5-0 che da molti viene definito come la partita più bella della storia della società rossonera.
Nella finale di Barcellona, il Milan si trova ad affrontare i rumeni dello Steaua Bucarest, vincitori della coppa solo tre anni prima e inizialmente favoriti. Al Camp Nou la squadra di Sacchi dà spettacolo e chiude con un perentorio 4-0 grazie alle doppiette di Gullit e Van Basten. Sarà, parallelamente all’ascesa del Milan, l’inizio del declino per la squadra rumena, che da quel momento non avrà più grandi soddisfazioni a livello internazionale. Nell’edizione 2007/08, la Steaua parte dal secondo turno preliminare.
L’anno successivo vede le due milanesi a rappresentare l’Italia. L’Inter, fresca vincitrice dello scudetto dei record, viene però clamorosamente eliminata al primo turno dagli svedesi del Malmoe: dagli ottavi in poi resta quindi in gioco solo il Milan, che batte l’HJK Helsinki e il Real Madrid senza grosse difficoltà. I quarti e le semifinali sono invece partite molto dure, in cui Malines e Bayern Monaco vengono superati solo ai tempi supplementari.
La finalissima si gioca al Prater di Vienna, già teatro del primo successo della Grande Inter nel 1964. Il Milan si trova ad affrontare il Benfica, squadra senza grossi nomi ma nota per essere ostica: la partita non smentisce i timori della vigilia ed è solo grazie a un gran gol di Frank Rijkaard che capitan Baresi può alzare la coppa per la seconda volta consecutiva.
La metà degli anni 80 ha visto l’ascesa di tre outsider sul tetto d’Europa. Dal 1986 al 1988 Steaua Bucarest, Porto e PSV Eindhoven hanno conquistato la coppa dalle grandi orecchie battendo in finale squadre ben più blasonate.
La stagione 1985/86 vede i rumeni della Steaua Bucarest arrivare fino alla finalissima di Siviglia, contro il Barcellona di Terry Venables. Il gioco dei rumeni non è spettacolare, ma è sicuramente efficace. La tattica è tipicamente ostruzionistica: impedire agli avversari di giocare per poi colpirli in contropiede. In finale l’obiettivo della Steaua, con una partita tutt’altro che avvincente, è quello di giocarsela ai calci di rigore, e così accade. Gli spagnoli non riescono a infilare neanche un pallone dal dischetto e allo Steaua basta segnare due rigori per portare a casa la coppa.
Nella stagione successiva è il Porto la squadra rivelazione: arriva alla finale di Vienna dopo aver eliminato Rabat Ajax, TJ Vitkovice, Brondby e Dinamo Kiev. Nella finalissima affronta i tedeschi del Bayern Monaco, già pluri-vincitori del trofeo e guidati, tra gli altri, dai futuri interisti Matthaus e Brehme. In svantaggio fino al 79′ minuto, con due gol di Madjer e Juary ribalta la situazione e porta a casa la coppa. Nel frattempo, i detentori rumeni della Steaua Bucarest vennero eliminati agli ottavi di finale dai belgi dell’Anderlecht, dopo aver superato d’ufficio il primo turno.