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Ho appena letto, sulla Gazzetta dello Sport, un articolo che parla di uno spot realizzato dell’UEFA contro l’obesità. A parte il fatto che non lo trovo così divertente come l’ha descritto Simona Marchetti, l’obiettivo è senz’altro lodevole. Certo, 550mila euro per realizzare un filmato del genere mi sembrano un tantino eccessivi, ma i veri artisti si pagano cari, è risaputo.
Detto questo, va bene preoccuparsi per la salute di chi le partite le guarda in salotto (pagando fior di quattrini a Sky e compagnia bella, che poi vanno a finire nelle tasche della UEFA stessa: ecco forse dove trovano tutti questi fondi per un filmato di 30 secondi) e che, guardando lo spot davanti la classica frittatona di cipolle, birra ghiacciata e rutto libero riderà dicendo: “Ehi, guarda quei ciccioni lì!“. Io però, se fossi una federazione sportiva internazionale, inizierei a preoccuparmi anche della salute dei miei tesserati: quelli che giocano troppe partite (l’ha detto il presidente Platini, che critica chi fa campionati nazionali da 20 squadre e poi ne qualifica 32 per la fase a gironi della Champions League, senza contare tutte quelle che hanno giocato i preliminari), quelli a cui viene dato il nulla-osta per giocare e poi muoiono per una serie di infarti in campo.
E’ comodo dire, dopo la morte di un ragazzo di 22 anni, che “ricominceremo a giocare nel nome di Antonio Puerta“. Quei medici che gli hanno dato il benestare cosa dicono? E le voci secondo cui non sarebbe stato il primo problema di questo tipo per il difensore spagnolo? Ci sarà ora un periodo in cui scoppieranno decine di casi-Puerta, in cui atleti di ogni disciplina verranno fermati dai medici “per sicurezza” e la cosa rimbalzerà continuamente su tutti i giornali.
Quando le acque poi si saranno calmate tutto tornerà come prima, fino al prossimo cadavere. E intanto stasera si gioca la Supercoppa Europea.
Tra il 1983 e il 1985, le italiane Roma e Juventus sono state protagoniste assolute della competizione, arrivando per tre volte alla finalissima. Nella stagione 1982-83 la Juventus campione d’Italia, dopo i primi due turni superati agevolmente contro Hvidovre e Standard Liegi, si trova di fronte ai detentori del titolo, gli inglesi dell’Aston Villa. Il turno viene superato con una vittoria esterna per 2-1 seguita da un perentorio 3-1 interno. In semifinale, la Juventus incontra i sorprendenti polacchi del Widzew Lodz, capaci di battere il Liverpool nel turno precedente. La finale con l’Amburgo, però, riserva brutte sorprese: i bianconeri, infatti, non riescono a recuperare il gol segnato nei primi minuti dai tedeschi, che in questo modo portano a casa la coppa.