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L’inizio del terzo millennio vede, per tre stagioni, un netto predominio delle squadre spagnole in Champions League.
La stagione 1999/2000 vede quattro squadre italiane al via della competizione. Fiorentina e Parma sono impegnate già dal terzo turno preliminare in cui i viola superano agevolmente i polacchi del Widzew Lodz mentre il Parma viene sconfitto dal Ranger FC, passando dunque direttamente in Coppa UEFA. Nella fase a gironi si aggiungono anche Milan e Lazio.
Il Milan viene eliminato nella prima fase a gironi, classificandosi ultimo, mentre Lazio e Fiorentina arrivano rispettivamente prima e seconda nel proprio girone, classificandosi per il turno successivo. Nella seconda fase a gironi la Fiorentina viene eliminata, arrivando terza dietro al Manchester campione in carica e al Valencia. La Lazio, invece, vince anche questa volta il proprio girone, qualificandosi per i quarti di finale. Qui però viene sconfitto dagli spagnoli del Valencia, concludendo l’avventura delle italiane in questa edizione. La Spagna, invece, qualifica ben tre squadre alle semifinali, arrivando a giocarsi in famiglia la finale di Parigi, fra Real Madrid e Valencia.
I madridisti, soprannominati “galacticos” per il gran numero di campioni presenti in rosa, vincono 3-0 senza grosse difficoltà, grazie alle reti dei tre attaccanti Morientes, McManaman e Raul, aggiudicandosi così il trofero per l’ottava volta.
Nella stagione successiva, sono Lazio e Juventus a rappresentare il calcio italiano. Milan e Inter, invece, partono dai preliminari. Per i nerazzurri è un disastro: vengono infatti eliminati dai modesti svedesi dell’Helsingborgs, non riuscendo a ribaltare in casa la sconfitta per 1-0 subita in Svezia. Il Milan passa invece il turno senza problemi, eliminando con due vittorie secche la Dinamo Zagabria.
Nella fase a gironi, la Juventus viene subito eliminata, arrivando ultima. Milan e Lazio si qualificano invece per la fase successiva in cui verranno entrambe eliminate. Ai quarti di finale si presentano dunque, insieme al Galatasaray e al Bayern Monaco, tre squadre inglesi e tre spagnole. Le semifinali vedono Valencia e Real Madrid, finaliste nella stagione precedente, scontrarsi rispettivamente con Leeds ee Bayern Monaco. I tedeschi superano l’ostacolo e, nella finale di Milano, si trovano di fronte a un Valencia desideroso di riscattare la sconfitta subita un anno prima. Al Bayern, d’altro canto, brucia ancora la beffa del 1999, quando il Manchester United ribaltò il risultato nel recupero, scippando letteralmente la coppa dalle mani di Matthaus e compagni.
La finale è tiratissima: al gol di Mendieta nei primi minuti risponde Effenberg nella ripresa e il risultato non cambierà neanche nei tempi supplementari. Ai rigori hanno la meglio i tedeschi, che riscattano la sconfitta di due anni prima. Il Valencia, invece, si ritrova a un passo dalla gloria per la seconda volta consecutiva.
La stagione 2001/02 vede Juventus e Roma qualificate direttamente alla fase a gironi, mentre Lazio e Parma partono dai preliminari. Gli emiliani vengono nuovamente sconfitti, questa volta dal Lilla, e approdano ancora una volta in Coppa UEFA. La Lazio, invece, passa il turno contro i danesi del Copenhagen. Alla seconda fase a gironi, però, arrivano solo Juventus e Roma, che non andranno oltre. I quarti di finale vedono quindi tre squadre spagnole, a conferma dell’ottimo periodo del calcio iberico, due tedesche, due inglesi e i greci del Panathinaikos. La finalissima vede di fronte il Real Madrid e i tedeschi del Bayer Leverkusen, sorpresa del torneo. I madridisti vincono per 2-1, con uno straordinario gol di Zidane al 45′ minuto, conquistando il nono successo della loro storia.
SPECIALI VIDEO:
Il gran gol di Zidane nella finale 2002 - via YouTube
Gli anni ‘90, dopo le due vittorie consecutive del Milan, hanno visto un netto predominio delle squadre italiane nella Coppa dei Campioni, che nel 1992 si è trasformata in Champions League, modificando la formula della competizione e allargandola ad un maggior numero di squadre rispetto al passato. Sebbene soltanto due edizioni, fra il 1991 e il 1998, siano state vinte da una squadra italiana, dopo la vittoria della Stella Rossa nel 1991 un’italiana è sempre stata presente nella finalissima per sette anni consecutivi.
L’edizione 1990/91 della Coppa dei Campioni vede Milan e Napoli a rappresentare l’Italia. I partenopei, dopo un primo turno facile contro gli ungheresi dell’Ujpest, vengono eliminati dallo Spartak Mosca ai calci di rigore. Il Milan detentore del titolo, invece, arriva fino alle semifinali, in cui viene eliminato dall’Olympique Marsiglia dopo una discussa sconfitta a tavolino in Francia. Dopo aver sconfitto lo Spartak Mosca in semifinale, però, i francesi perdono la coppa ai calci di rigore contro un’ottima Stella Rossa Belgrado, forte di una serie di ottimi giocatori, molti dei quali faranno poi un’ottima figura nel campionato italiano. Prosinecki, Binic, Belodedici, Mihajlovic e Pancev tirarono la serie di rigori che portò la coppa per la prima volta a Belgrado. In quella squadra erano presenti anche il genio Dejan Savicevic, che negli anni successivi divenne una delle colonne portanti del Milan, e Vladimir Jugovic, pedina importante per Sampdoria, Juventus (con cui vinse anche la Champions League nel 1996), Lazio e Inter.
A partire dalla stagione successiva inizia la striscia di 7 finali consecutive giocate dalle squadre italiane. L’edizione 1992 della Coppa dei Campioni vede una prima modifica nella formula del torneo, in preparazione alla trasformazione in Champione League che avverrà nell’anno successivo. Dopo due turni a eliminazione diretta, due gironi all’italiana da quattro squadre ciascuno decideranno quali saranno le due formazioni che si guadagneranno l’accesso alla finalissima. Una sorprendente Sampdoria, guidata dall’esperto Boskov in panchina e dotata di ottimi giocatori, vince il proprio girone e si qualifica per la finale di Londra, in cui incontrerà il Barcellona. Anche gli spagnoli, guidati da un mito del calcio come Johann Cruijff, dispongono di una squadra molto forte, con elementi come Zubizarreta, Koeman, Guardiola, Michael Laudrup e Stoichkov, che due anni dopo vincerà il Pallone d’Oro.
Dopo che i tempi regolamentari si conclusero sullo 0-0 nonostante un’ottima occasione fallita da Vialli allo scadere, nel secondo tempo supplementare è la rete di Koeman a portare la coppa in Spagna e a distruggere il sogno di una Sampdoria probabilmente irripetibile. Vedere insieme a Genova giocatori come Pagliuca, Vierchowod, Lombardo, Cerezo, Mancini e Vialli sarà onestamente difficile, almeno nei prossimi anni.
La stagione successiva vede la Coppa dei Campioni cambiare nome in Champions League. Inizialmente è solo la fase a gironi, in cui si scelgono le finaliste, ad assumere questo nome, che poi verrà esteso a tutta la manifestazione. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia, aumentano le squadre che chiedono di partecipare al torneo e viene dunque istituito un turno preliminare che dà accesso al gruppo di 32 squadre che si contenderanno la Coppa. La formula è la stessa della stagione precedente (due turni seguiti da gironi all’italiana per scegliere le finaliste) e a rappresentare l’Italia questa volta c’è il Milan.
Dopo aver superato agevolmente i primi due turni e stravinto il proprio girone (sei vittorie in sei partite), il Milan si trova ad affrontare l’Olympique Marsiglia. I francesi, dopo la delusione di due anni prima ad opera della Stella Rossa, hanno voglia di rivincita e vincono la partita (e la coppa) grazie a un gol di Bolì al 44′ minuto. Il Milan dunque non vince la competizione nonostante le dieci vittorie in undici partite disputate: purtroppo l’unica sconfitta arriva proprio nella finale di Monaco.
Nel 1993/94 sono nuovamente i rossoneri di Fabio Capello a rappresentare il nostro paese. La formula della competizione cambia leggermente, iniziando la metamorfosi verso quella attuale. Dopo i primi due turni e i due gironi all’italiana, passano il turno le prime due squadre di ogni girone, che si qualificano dunque per le semifinali. Anche questa volta il Milan supera agevolmente i primi turni, il girone e anche la semifinale contro i francesi del Monaco, arrivando a giocarsi la coppa nella finalissima di Atene, contro un Barcellona considerato favorito sia dalla stampa internazionale che dal suo allenatore Cruijff, sicurissimo della vittoria finale. Il risultato però lo smentisce clamorosamente, e il Milan porta a casa la coppa con un rotondo 4-0, contrariamente a tutte le previsioni della vigilia. Non si può dimenticare il terzo gol, splendido, di Dejan Savicevic che batte Zubizarreta con un incredibile pallonetto.
Nella stagione successiva la formula viene nuovamente modificata, con 4 gironi all’italiana in cui le prime due squadre classificate si qualificano per quarti di finale. Il Milan arriva secondo nel suo girone, dietro all’ottimo Ajax di Luis Van Gaal che ritroverà poi nella finalissima di Vienna. Le partite ad eliminazione diretta contro Benfica e Paris-Saint Germain vengono superate agevolmente ma, nella finale, Capello si trova senza il suo uomo chiave, Savicevic, a causa di un infortunio muscolare. Gli olandesi, forti di giocatori di altissimo livello, vincono grazie a un gol di Kluivert a soli 5 minuti dal termine e riportano la coppa in Olanda, dopo 22 anni dall’ultima vittoria dei lancieri in Coppa dei Campioni.
Nel 1994/95 è la Juventus di Marcello Lippi a rappresentare l’Italia nel torneo. E’ ormai consolidata la formula con i gironi iniziali e una successiva fase a eliminazione diretta fino alla finalissima. Questa volta la finale, per i bianconeri, si gioca praticamente in casa, all’Olimpico di Roma, ed è l’occasione giusta per riscattare la sconfitta di Atene con l’Amburgo e la vittoria macchiata dalla tragedia del 1985. La Juventus passa subito in vantaggio con Ravanelli, ma viene raggiunta sul finire del tempo da un gol del finlandese Litmanen. Il risultato di 1-1 dura fino alla fine dei tempi regolamentari e non cambia nei due supplementari. Si va dunque ai calci di rigore, in cui i bianconeri vincono per 5-3, con l’ultima rete firmata da Vladimir Jugovic, già vincitore della coppa nel 1991 con la Stella Rossa Belgrado.
Nel 1995/96 sono Juventus e Milan a rappresentare il calcio italiano. I rossoneri vengono però eliminati nella fase a gironi, finendo dietro a Porto e Rosenborg dopo una serie di partite non esaltanti. La Juventus invece prosegue il suo cammino fino alla finale di Monaco, in cui questa volta sono gli avversari del Borussia Dortmund a giocare quasi in casa. A metà del primo tempo una doppietta di Riedle sembra stendere la Juventus, che riapre la partita al 64′ con un gol di Del Piero. La rete di Ricken dopo pochi minuti fissa però il risultato sul 3-1 finale, consegnando la coppa ai tedeschi.
Il 1996/97 vide una svolta epocale per la manifestazione. Oltre ad aprire la partecipazione a tutte le federazioni europee, la UEFA diede il diritto alle migliori 8 di iscrivere due squadre, superando il principio stabilito nel 1959 secondo cui solo le vincitrici del proprio campionato nazionale potessero partecipare alla competizione. Vennero dunque introdotti due turni preliminari per scegliere, fra tutte le partecipanti, le 24 che potessero prendere parte alla fase a gironi. Le italiane coinvolte erano due: Juventus e Parma. Gli emiliani vennero eliminati subito, arrivando secondi nel loro girone dietro al Manchester United; la Juventus, invece, proseguì il suo cammino fino alla finale di Amsterdam contro i futuri “galacticos” del Real Madrid. Gli spagnoli, con un gol di Mijatovic a metà ripresa, vinsero il loro ottavo titolo confermando la non buona tradizione juventina in questa competizione.
Oltre alle sette finali consecutive in cui furono protagoniste squadre italiane, tra il 1995 e il 1997 la squadra denentrice del titolo arrivò sempre alla finale dell’anno successivo, perdendola.