Vuoi guadagnare vendendo link? Prova
LinkLift.it,
un comodo sistema italiano che ti permette di vendere piccoli spazi per link
testuali. Verrai pagato con una quota fissa mensile, indipendentemente dal
numero di visualizzazioni e click realizzati. Per maggiori informazioni, vai
sul sito di LinkLift.
Questa sera si concluderanno le partite di andata del sedicesimi di Coppa UEFA: la Fiorentina scenderà in campo in Norvegia, in casa del Rosenborg eliminato dalla Champions League. Non sarà una partita facile per i viola, che devono puntare a un buon risultato in vista del ritorno a Firenze. La coppa UEFA è infatti uno degli obiettivi dei ragazzi di Prandelli, una competizione da non prendere sotto gamba.
Il Bayern Monaco, grande favorito per la vittoria finale, giocherà ad Aberdeen. Gli scozzesi, come tutte le squadre britanniche, non sono avversari facili da affrontare soprattutto in casa loro, ma il Bayern ha le qualità per guadagnarsi una buona fetta di qualificazione già nella partita di andata.
Tra le altre partite, spicca la trasferta ceca del Tottenham: gli inglesi navigano nella parte medio-bassa della classifica in Premier League e la coppa UEFA potrebbe essere un’ottima consolazione se, come probabile, non riusciranno a qualificarsi per la prossima Champions League.
Appuntamento a stasera, per i risultati e i commenti sulle partite.
Si sono concluse le partite di andata del primo turno di Coppa UEFA, che deciderà quali saranno le squadre qualificate per la fase a gironi: per le italiane è stato più difficile del previsto
Il Palermo riesce a vincere solo al 90′ in Repubblica Ceca, ma il risultato è comunque ottimo in vista del ritorno. Sampdoria e Fiorentina ottengono invece due pareggi con gol: se ai toscani l’1-1 in trasferta può bastare a dare la tranquillità di chi avrà due risultati su tre a disposizione, la Sampdoria dovrà per forza vincere in Danimarca, dopo il 2-2 casalingo contro l’Aalborg.
L’Empoli, che sulla carta aveva la partita più difficile, ottiene invece una vittoria per 2-1 contro gli svizzeri dello Zurigo. Peccato per il gol subito in casa a pochi minuti dalla fine, che si spera non faccia la differenza nella gara di ritorno.
Nelle altre partite, da segnalare l’ottima forma di Luca Toni (ancora a segno con il Bayern Monaco che batte il Belenenses) e il perentorio 3-0 con cui l’AEK Atene ha battuto il Salisburgo di Giovanni Trapattoni.
Appuntamento dunque al 4 ottobre per i verdetti decisivi.
L’inizio del terzo millennio vede, per tre stagioni, un netto predominio delle squadre spagnole in Champions League.
La stagione 1999/2000 vede quattro squadre italiane al via della competizione. Fiorentina e Parma sono impegnate già dal terzo turno preliminare in cui i viola superano agevolmente i polacchi del Widzew Lodz mentre il Parma viene sconfitto dal Ranger FC, passando dunque direttamente in Coppa UEFA. Nella fase a gironi si aggiungono anche Milan e Lazio.
Il Milan viene eliminato nella prima fase a gironi, classificandosi ultimo, mentre Lazio e Fiorentina arrivano rispettivamente prima e seconda nel proprio girone, classificandosi per il turno successivo. Nella seconda fase a gironi la Fiorentina viene eliminata, arrivando terza dietro al Manchester campione in carica e al Valencia. La Lazio, invece, vince anche questa volta il proprio girone, qualificandosi per i quarti di finale. Qui però viene sconfitto dagli spagnoli del Valencia, concludendo l’avventura delle italiane in questa edizione. La Spagna, invece, qualifica ben tre squadre alle semifinali, arrivando a giocarsi in famiglia la finale di Parigi, fra Real Madrid e Valencia.
I madridisti, soprannominati “galacticos” per il gran numero di campioni presenti in rosa, vincono 3-0 senza grosse difficoltà, grazie alle reti dei tre attaccanti Morientes, McManaman e Raul, aggiudicandosi così il trofero per l’ottava volta.
Nella stagione successiva, sono Lazio e Juventus a rappresentare il calcio italiano. Milan e Inter, invece, partono dai preliminari. Per i nerazzurri è un disastro: vengono infatti eliminati dai modesti svedesi dell’Helsingborgs, non riuscendo a ribaltare in casa la sconfitta per 1-0 subita in Svezia. Il Milan passa invece il turno senza problemi, eliminando con due vittorie secche la Dinamo Zagabria.
Nella fase a gironi, la Juventus viene subito eliminata, arrivando ultima. Milan e Lazio si qualificano invece per la fase successiva in cui verranno entrambe eliminate. Ai quarti di finale si presentano dunque, insieme al Galatasaray e al Bayern Monaco, tre squadre inglesi e tre spagnole. Le semifinali vedono Valencia e Real Madrid, finaliste nella stagione precedente, scontrarsi rispettivamente con Leeds ee Bayern Monaco. I tedeschi superano l’ostacolo e, nella finale di Milano, si trovano di fronte a un Valencia desideroso di riscattare la sconfitta subita un anno prima. Al Bayern, d’altro canto, brucia ancora la beffa del 1999, quando il Manchester United ribaltò il risultato nel recupero, scippando letteralmente la coppa dalle mani di Matthaus e compagni.
La finale è tiratissima: al gol di Mendieta nei primi minuti risponde Effenberg nella ripresa e il risultato non cambierà neanche nei tempi supplementari. Ai rigori hanno la meglio i tedeschi, che riscattano la sconfitta di due anni prima. Il Valencia, invece, si ritrova a un passo dalla gloria per la seconda volta consecutiva.
La stagione 2001/02 vede Juventus e Roma qualificate direttamente alla fase a gironi, mentre Lazio e Parma partono dai preliminari. Gli emiliani vengono nuovamente sconfitti, questa volta dal Lilla, e approdano ancora una volta in Coppa UEFA. La Lazio, invece, passa il turno contro i danesi del Copenhagen. Alla seconda fase a gironi, però, arrivano solo Juventus e Roma, che non andranno oltre. I quarti di finale vedono quindi tre squadre spagnole, a conferma dell’ottimo periodo del calcio iberico, due tedesche, due inglesi e i greci del Panathinaikos. La finalissima vede di fronte il Real Madrid e i tedeschi del Bayer Leverkusen, sorpresa del torneo. I madridisti vincono per 2-1, con uno straordinario gol di Zidane al 45′ minuto, conquistando il nono successo della loro storia.
SPECIALI VIDEO:
Il gran gol di Zidane nella finale 2002 - via YouTube
L’edizione 1998/99 della Champions League vede Juventus e Inter a rappresentare l’Italia. L’Inter di Simoni, dopo il secondo posto in campionato, parte dai preliminari dove si sbarazza senza problemi dello Skonto Riga.
I nerazzurri vincono il proprio girone davanti al Real Madrid dopo un passo falso iniziale proprio contro gli spagnoli. Una serie di vittorie, in particolare quella nel ritorno contro i blancos a S.Siro ad opera di un monumentale Roberto Baggio, permettono poi all’Inter di arrivare prima proprio davanti agli spagnoli e qualificarsi per i quarti di finale. La Juventus ha vita più difficile. Arriva si prima nel girone, ma a pari punti con Galatasaray e Rosenborg, guadagnando l’accesso alla fase successiva grazie alla differenza reti, favorevole ai bianconeri.
Nei quarti di finale il sorteggio è favorevole ai bianconeri, che superano agevolmente i greci dell’Olympiakos Pireo. All’Inter tocca invece il Manchester United che, dopo il 2-0 dell’Old Trafford, si accontenta di un pareggio a Milano per superare il turno. Le semifinali vedono proprio il Manchester eliminare l’altra italiana in gara. In Inghilterra finisce 1-1 e nel ritorno, Inzaghi porta la Juventus in vantaggio per 2-0 dopo soli 11 minuti di gioco. La partita sembra ormai senza storia, ma prima della fine del tempo gli inglesi hanno già pareggiato, con le reti di Keane e Yorke. A questo punto i bianconeri, per superare il turno, devono vincere la partita: è invece il Manchester United, a pochi minuti dalla fine, a chiudere il discorso con la rete di Andy Cole, che mette così il segno su una delle più belle partite mai giocate dalla formazione inglese.
La finale si gioca il 26 maggio 1999 al Camp Nou di Barcellona. Stadio stupendo e grande cornice di pubblico ad ammirare la sfida fra gli inglesi e il Bayern Monaco. Lothar Matthaus sa di avere forse l’ultima occasione per vincere l’unico trofeo che gli manca e non intende farsela sfuggire. Al 6′ del primo tempo i tedeschi sono già in vantaggio, con una rete su punizione di Basler. Sempre nel primo tempo i legni salvano per due volte il Manchester United, che sembra stordito dal Bayern Monaco. Quando ormai sembra fatta e Matthaus è già in panchina a godersi gli ultimi minuti di quello che dovrebbe essere un trionfo, succede l’imprevedibile: dopo lo scoccare del 90′, quando l’arbitro ha dato 3 minuti di recupero, un calcio d’angolo mette Sheringham in condizione ideale per pareggiare i conti. L’inglese non sbaglia e porta il risultato in parità. Il bello però deve ancora venire: a 43 secondi dal termine dei tempi regolamentari, su un altro calcio d’angolo, il norvegese Solskjaer infila Kahn per la seconda volta in meno di 3 minuti e regala un’incredibile vittoria al Manchester United.
La metà degli anni 80 ha visto l’ascesa di tre outsider sul tetto d’Europa. Dal 1986 al 1988 Steaua Bucarest, Porto e PSV Eindhoven hanno conquistato la coppa dalle grandi orecchie battendo in finale squadre ben più blasonate.
La stagione 1985/86 vede i rumeni della Steaua Bucarest arrivare fino alla finalissima di Siviglia, contro il Barcellona di Terry Venables. Il gioco dei rumeni non è spettacolare, ma è sicuramente efficace. La tattica è tipicamente ostruzionistica: impedire agli avversari di giocare per poi colpirli in contropiede. In finale l’obiettivo della Steaua, con una partita tutt’altro che avvincente, è quello di giocarsela ai calci di rigore, e così accade. Gli spagnoli non riescono a infilare neanche un pallone dal dischetto e allo Steaua basta segnare due rigori per portare a casa la coppa.
Nella stagione successiva è il Porto la squadra rivelazione: arriva alla finale di Vienna dopo aver eliminato Rabat Ajax, TJ Vitkovice, Brondby e Dinamo Kiev. Nella finalissima affronta i tedeschi del Bayern Monaco, già pluri-vincitori del trofeo e guidati, tra gli altri, dai futuri interisti Matthaus e Brehme. In svantaggio fino al 79′ minuto, con due gol di Madjer e Juary ribalta la situazione e porta a casa la coppa. Nel frattempo, i detentori rumeni della Steaua Bucarest vennero eliminati agli ottavi di finale dai belgi dell’Anderlecht, dopo aver superato d’ufficio il primo turno.