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Dopo il dominio iberico delle prime sette edizioni, nel 1963 la coppa arriva in Italia per restarci fino al 1965.
Nell’edizione 1962-63 il cammino del Milan di Nereo Rocco è relativamente semplice. Gli avversari, fino alle semifinali, vengono battuti con punteggi larghi e i milanesi arrivano senza problemi alla finale di Wembley contro il Benfica di Eusebio, campione in carica e favorito. E’ proprio la pantera nera, nel primo tempo, a portare in vantaggio i portoghesi. Il Milan, però, non si perde d’animo e, grazie alla doppietta di Josè Altafini, prima pareggia e poi vince la partita. L’oriundo, con 14 reti, segnerà il record di marcature nella competizione, tuttora imbattuto.
L’anno successivo ci sono due squadre a rappresentare l’Italia: al Milan detentore della coppa si aggiunge l’Inter di Helenio Herrera, fresca campione d’Italia e in procinto di diventare la Grande Inter. Le due milanesi arrivano senza difficoltà fino ai quarti di finale, dove però il Milan deve arrendersi al Real Madrid. L’Inter invece batte prima il Partizan Belgrado, poi il Borussia Dortmund e approda alla finalissima di Vienna contro il Real Madrid “pentacampeon”.
E’ Sandro Mazzola, figlio dell’indimenticato Valentino, ad aprire le marcature sul finire del primo tempo. Nella ripresa c’è il raddoppio di Milani, ma gli spagnoli accorciano le distanze al con Felo. La tensione resta dunque altissima, almeno fino al 76′, quando ancora Sandro Mazzola mette a segno la sua doppietta e consegna la coppa nelle mani del capitano dell’epoca, un certo Giacinto Facchetti.
L’edizione 1964-65 vede nuovamente impegnate due squadre italiane: il Bologna, campione d’italia dopo lo spareggio proprio contro l’Inter, viene eliminato al sorteggio dopo il primo turno, finito in parità contro i belgi dell’Anderlecht. Resta quindi in corsa solo l’Inter campione in carica, che anche questa volta arriva fino in fondo alla competizione. Vengono eliminati, nell’ordine, Dinamo Bucarest, Rangers Glasgow e Liverpool prima di arrivare alla finale, disputata in casa, con i portoghesi del Benfica.
La finalissima si gioca proprio allo stadio Meazza ed è un’occasione da non perdere, dopo il trofeo conquistato l’anno prima e la coppa
Intercontinentale. Questa volta è Jair, sul finire del primo tempo, a fissare il risultato sull’1-0 che durerà fino alla fine della partita, consegnando nuovamente la coppa nelle mani di capitan Facchetti.