ChampionStory #5: dal calcio totale dell’Ajax di Cruijff all’armata tedesca del Bayern di Beckenbauer
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I primi anni 70 vedono l’ascesa definitiva del calcio totale e il dominio in Coppa dei Campioni da parte dell’Ajax, guidato in panchina da Rinus Michels e in campo da Johann Cruijff.
Dopo la finale persa nel 1969 e il successo del Feyenoord, rivale storico dei lancieri, arriva il momento dell’Ajax, che supera agevolmente i primi turni. KF Tirana, FC Basel, Celtic Glasgow e Atletico Madrid vengono spazzate via dal gioco degli olandesi, che rivoluzionano il modo di intendere il calcio fino a quel momento. L’Italia è rappresentata dal Cagliari di Gigi Riva, che viene impietosamente eliminato al secondo turno dall’Atletico Madrid.
Nella finale di Wembley, i lancieri incontrano un’avversaria imprevista: i greci del Panathinaikos guidati dalla leggenda ungherese Ferenc Puskas, già vincitore di 5 coppe con la casacca del Real Madrid. L’esperienza dell’ex campione non basta a fermare gli olandesi, che si aggiudicano comodamente la prima Coppa dei Campioni della loro storia.
Nella stagione successiva l’Ajax si presenta senza il suo allenatore, che nel frattempo si è trasferito in Spagna, al Barcellona. Il cambio di tecnico non impedisce agli olandesi di arrivare fino alla finale contro l’Inter, giocata praticamente in casa, a Rotterdam. Questa volta è Cruijff a realizzare entrambe le reti per il 2-0 finale che consegna nuovamente la coppa nelle mani del capitano olandese.
Il 1972/73 è l’ultima stagione di Cruijff all’Ajax. La partenza del capitano (destinazione Barcellona, dove segue l’ex allenatore Michels) determinerà anche il declino della squadra olandese, che per oltre 20 anni faticherà ad imporsi in Coppa dei Campioni. Anche questa volta è un’italiana a contendere la coppa agli olandesi, la Juventus di Zoff, Causio, Capello, Altafini e Bettega. L’Ajax passa subito in vantaggio con un gol di Rep al 4′ del primo tempo e mantiene questo risultato fino alla fine dell’incontro, portando a casa la terza Coppa dei Campioni consecutiva. Dovrà attendere il 1995 per vedere la quarta.
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Johann Cruijff - via YouTube
Al declino degli olandesi corrisponde l’ascesa del calcio tedesco, che trova la sua massima espressione nel Bayern Monaco guidato in campo dal portiere Sepp Maier e da Franz Beckenbauer. Le italiane, in questi anni, non fanno bella figura e non arrivano oltre gli ottavi di finale conquistati dalla Juventus nel 1976.
L’edizione 1973/74 ha un inizio e un finale sofferti per i tedeschi, che però alla fine trionfano nella seconda finale di Bruxelles. Al primo turno vengono quasi eliminati dall’Atvidabergs. Dopo la vittoria casalinga per 3-1, il Bayern perde con lo stesso risultato in Svezia e riesce a spuntarla solo ai calci di rigore. Delicatissima è anche la sfida con i cugini della Dinamo Dresda, al secondo turno, con una vittoria per 4-3 a Monaco e un pareggio per 3-3 in trasferta. Nei turni successivi il cammino è più tranquillo, fino alla finale di Bruxelles del 15 maggio 1973. I tempi regolamentari, contro l’Atletico Madrid, terminano a reti inviolate. Nei tempi supplementari, però, arrivano i fuochi d’artificio: al 114′ Aragones porta in vantaggio gli spagnoli ma a un solo minuto dalla fine il pareggio siglato da Schwarzenbeck rende necessaria la ripetizione della partita. Due giorni dopo, sempre in Belgio, il Bayern strapazza gli spagnoli per 4-0 con le doppiette di Hoeness e Gerd Muller.
Nella stagione successiva il cammino verso la finale è decisamente più agevole. Nella partita di Parigi, però, il risultato resta in bilico fino al 70′, quando Roth e Gerd Muller fissano il risultato sul 2-0 e permettono a Kaiser Franz di alzare la seconda Coppa dei Camnpioni.
Nel 1975/76 i tedeschi, dopo i primi due agevoli turni, eliminano due leggende della Coppa dei Campioni: prima il Benfica, nei quarti di finale, e poi il Real Madrid in semifinale e approdano, per la terza volta consecutiva, alla finalissima che questa volta si gioca a Glasgow, dove li attendono i francesi del St.Etienne. Anche questa volta è Roth a portare in vantaggio i tedeschi al 57′, vantaggio che verrà ,mantenuto fino al fischio finale. Per la terza volta consecutiva Beckenbauer alza al cielo la Coppa dei Campioni, ma dopo questa edizione i tedeschi dovranno attendere 25 anni e subire il trauma della finale del 1999 prima di gioire nuovamente per la conquista della coppa.
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Franz Beckenbauer - via YouTube










