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Sono appena finite le prime partite di andata del secondo turno preliminare della Champions League. Il livello delle squadre partecipanti inizia ad alzarsi e non mancano gli argomenti di discussione.
Alla tenera età di 32 anni, fa il suo esordio Cristiano Lucarelli: uno dei bomber italiani più prolifici che, per giocare nella massima competizione europea, ha dovuto spostarsi in Ucraina, nello Shakhtar Donetsk. Entrato nel secondo tempo al posto di Gladky, non è riuscito a lasciare il segno, ma avrà tempo per ambientarsi.
Oltre alla prevedibile vittoria dello Shakhtar, che con il 2-0 esterno ipoteca il passaggio del turno, sono arrivate quelle di Steaua Bucarest (Campione d’Europa 1986), Rangers, Sarajevo, Copenhagen ed Elfsborg.
Sorprendono i finlandesi del Tampere United (che al primo turno hanno eliminato senza grosse difficoltà i sammarinesi di S.S.Murata), capaci di imporre l’1-0 al Levski Sofia: la qualificazione sarà tutta da giocare nella gara di ritorno in Bulgaria.
Domani sera sarà la volta, tra gli altri, del Salisburgo di Trapattoni e della Stella Rossa Belgrado, già vincitrice del titolo nel 1991. Tutti i risultati, come sempre, nella pagina dedicata ai turni preliminari.
La metà degli anni 80 ha visto l’ascesa di tre outsider sul tetto d’Europa. Dal 1986 al 1988 Steaua Bucarest, Porto e PSV Eindhoven hanno conquistato la coppa dalle grandi orecchie battendo in finale squadre ben più blasonate.
La stagione 1985/86 vede i rumeni della Steaua Bucarest arrivare fino alla finalissima di Siviglia, contro il Barcellona di Terry Venables. Il gioco dei rumeni non è spettacolare, ma è sicuramente efficace. La tattica è tipicamente ostruzionistica: impedire agli avversari di giocare per poi colpirli in contropiede. In finale l’obiettivo della Steaua, con una partita tutt’altro che avvincente, è quello di giocarsela ai calci di rigore, e così accade. Gli spagnoli non riescono a infilare neanche un pallone dal dischetto e allo Steaua basta segnare due rigori per portare a casa la coppa.
Nella stagione successiva è il Porto la squadra rivelazione: arriva alla finale di Vienna dopo aver eliminato Rabat Ajax, TJ Vitkovice, Brondby e Dinamo Kiev. Nella finalissima affronta i tedeschi del Bayern Monaco, già pluri-vincitori del trofeo e guidati, tra gli altri, dai futuri interisti Matthaus e Brehme. In svantaggio fino al 79′ minuto, con due gol di Madjer e Juary ribalta la situazione e porta a casa la coppa. Nel frattempo, i detentori rumeni della Steaua Bucarest vennero eliminati agli ottavi di finale dai belgi dell’Anderlecht, dopo aver superato d’ufficio il primo turno.
Tra il 1983 e il 1985, le italiane Roma e Juventus sono state protagoniste assolute della competizione, arrivando per tre volte alla finalissima. Nella stagione 1982-83 la Juventus campione d’Italia, dopo i primi due turni superati agevolmente contro Hvidovre e Standard Liegi, si trova di fronte ai detentori del titolo, gli inglesi dell’Aston Villa. Il turno viene superato con una vittoria esterna per 2-1 seguita da un perentorio 3-1 interno. In semifinale, la Juventus incontra i sorprendenti polacchi del Widzew Lodz, capaci di battere il Liverpool nel turno precedente. La finale con l’Amburgo, però, riserva brutte sorprese: i bianconeri, infatti, non riescono a recuperare il gol segnato nei primi minuti dai tedeschi, che in questo modo portano a casa la coppa.
Con le otto partite giocate stasera si completa il tabellone del secondo turno preliminare. L’unica squadra che oggi ha ribaltato il risultato dell’andata è stata il Ventspils, che con la vittoria per 2-1 si guadagna la sfida della prossima settimana contro il Salisburgo di Giovanni Trapattoni.
Non è riuscita invece l’impresa ai sammarinesi di S.S.Murata, che chiudono in Finlandia la loro prima esperienza in Champions League. Due gol nei primi venti minuti di gioco hanno chiuso subito la partita a favore del Tampere United, che ha poi mantenuto il risultato senza difficoltà.
Con l’arrivo del secondo turno preliminare, inizia ad alzarsi il livello della competizione: entrano infatti in gioco diverse squadre di blasone: dagli ex Campioni d’Europa di Steaua Bucarest e Stella Rossa Belgrado (che incontreranno rispettivamente Zaglebie Lubin e Levadia), ai Rangers Glasgow e Rosenborg che già hanno preso parte alla fase a gironi, al Salisburgo campione d’Austria, guidato da Trapattoni.
Sono invece ben quattro le squadre della ex Jugoslavia ad essersi qualificate per il secondo preliminare (Stella Rossa, Dinamo Zagabria, FC Sarajevo e Zeta), tutte con la non remota possibilità di approdare al terzo. Non male, soprattutto per Bosnia e Montenegro.
Le sfide delle prossime due settimane faranno da preludio alla fase calda del terzo turno preliminare, in cui ci si giocherà l’accesso alla vera Champions League e in cui sarà coinvolta la prima squadra italiana, la Lazio.
Sono appena arrivati i primi verdetti dei turni preliminari: nelle sei partite giocate questa sera, spicca la clamorosa rimonta del Bate sull’Apoel Nicosia. Dopo i tempi regolamentari, in cui i bielorussi hanno pareggiato il 2-0 dell’andata, un gol di Bliznyuk ha regalato il passaggio del turno al Bate. Nel prossimo turno affronterà, a meno di un’ancora più eclatante rimonta, gli islandesi del Hafnarfjordur.
Partite difficili anche per Dinamo Zagabria e Zeta: i croati l’hanno spuntata solo ai tempi supplementari contro un’ostico Lenkoran, mentre i montenegrini sono riusciti a limitare i danni contro i lituani del Kaunas e a passare il turno.
Vittorie facili invece per Sheriff, Astana e Sarajevo, che approdano senza difficoltà al secondo turno preliminare, il cui quadro si completerà domani sera con le restanti otto partite, tra le quali seguirò con particolare interesse quella di S.S.Murata in terra di Finlandia, nonostante le speranze dei sammarinesi siano ridotte al lumicino, dopo la sconfitta interna dell’andata.